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INTERVISTA PASQUALE CELONA
AGOSTINO BELCASTRO 29 agosto 2011

Figli di Brancaleone che tengono alto il nome del paese in Italia e nel mondo per le loro doti artistico-culturali. E’ il caso di Pasquale Celona, Maestro di pittura, Presidente della Biennale Internazionale contemporanea d’arte di Firenze, in questo periodo in vacacanza a Brancaleone dove vi ritorna volentieri ogni anno durante il periodo estivo. Vive ed opera a Firenze da molti anni dopo aver completato gli studi in Calabria e in Sicilia diventando un’autorevole personalità nel difficile mondo dell’arte. Siamo andati a trovarlo nella sua casa di Brancaleone con l’intento di tracciare un profilo dell’artista e nello stesso tempo di carpire qualche confidenza sul suo lavoro.
D. Oltre ad essere il Presidente della Biennale di Firenze ed organizzatore di altre numerose esposizioni internazionali, Lei è anche un artista affermato. L’ultima Sua affermazione è l’invito di Vittorio Sgarbi a partecipare alla 54^ Biennale di Venezia.
R. Sono stato inviato a partecipare con altri 24 Maestri scelti per la Regione Toscana. Ho presentato un’opera(un nudo sulla spiaggia di cm.150x100) dal titolo “Sogno D’estate” attualmente esposta a Villa Bardini di Firenze.
D. Mi sembra che i suoi lavori perseguono un ideale di armonia e bellezza. Cosa pensa che sia rimasto dell’anelito al bello nell’arte di oggi?
R. Se vogliamo prendere a riferimento le parole di Ulisse ai suoi compagni e ricordate da Dante nella Divina Commedia: ”fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”, gli uomini per loro natura sono programmati per tendere alla perfezione e questa vocazione non può prescindere dall’amore per la bellezza, l’ordine e l’armonia delle cose, anche se poi il vissuto di ciascuno ne condiziona il finale destino.
D. Quali sono i riferimenti artistici nello sviluppo del suo stile pittorico?
R. Mi hanno sempre affascinato le opere dei grandi maestri. La mia è un’esperienza mentale che parte dagli antichi maestri dell’arte greco/romana e segue il suo viaggio nella storia dell’arte che si sviluppa nel corso dei secoli da Giotto a Picasso e fino ai giorni nostri. Sono stato molto attratto dagli Impressionisti e Postimpressionisti francesi, ma anche dalle metafisiche nature morte di Giorgio Moranti.
D. Dal punto di vista privilegiato di Presidente della Biennale di Firenze, cosa pensa che stia accadendo di rilevante nell’arte contemporanea nazionale e internazionale?
R. Il futuro dell’arte contemporanea italiana nei prossimi anni potrebbe subire una profonda crisi se non vi sarà un impegno reale verso la promozione dell’innovazione e della sperimentazione. Una migliore scelta per la qualità, un crescente investimento sui giovani artisti possono aiutare a mutare la condizione di marginalità dell’Italia nello scenario artistico internazionale. All’estero di solito le cose vanno meglio perché esistono numerose istituzioni che promuovono l’arte dei giovani artisti meritevoli.
D. Già nei primi anni Novanta Lei affermò: “l’Arte è l’arma più efficace a disposizione del genere umano per contrastare l’inciviltà e la barbarie” Questo suo attribuire al fare artistico una valenza etica, come ha contribuito a dare alla Biennale i tratti che possiede?
R. Gli artisti si incontrano nella Biennale non solo per confrontarsi sul loro lavoro, sulle tecniche e sulle loro esperienze creative ma per dare una tangibile testimonianza di quei sentimenti di fratellanza, pace e solidarietà che rappresentano la base fondamentale della convivenza civile tra i popoli. Questi risultati hanno sicuramente una valenza etica, intesa quest’ultima come ricerca nell’arte di gestire la propria libertà nel rispetto della libertà degli altri. Auguri Maestro e buon lavoro!